Guida per genitori e maestre
Come riconoscere un bambino plusdotato, segnali e strumenti
La plusdotazione, o alto potenziale cognitivo (APC), riguarda una minoranza consistente della popolazione infantile: le stime italiane parlano di circa il 5 per cento. Nella maggior parte dei casi resta invisibile, e i bambini attraversano la scuola primaria senza che nessuno sappia dare un nome a quello che vivono.
Riconoscere un bambino ad alto potenziale significa leggere le sue reazioni come una richiesta di senso, e per l'adulto significa cambiare grammatica.
Dieci segnali da osservare
Ogni bambino ne mostra alcuni: tre, cinque, sette. Ciò che conta è l'intensità e la coerenza con cui questi segnali si ripetono nel tempo.
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Intensità emotiva precoce
Reagisce alle emozioni proprie e altrui con un'ampiezza sproporzionata rispetto all'età. Piange davanti a un'ingiustizia raccontata, si commuove per un animale ferito, prova un senso di responsabilità che i coetanei non sembrano avere.
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Domande esistenziali da piccolo
Chiede della morte, del tempo, dell'infinito, del perché esiste il male, molto prima dei sei anni. Le risposte semplici non lo soddisfano; torna sulla stessa domanda a distanza di settimane.
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Linguaggio ricco e precoce
Costruisce frasi complesse molto presto, usa parole rare, ama i giochi linguistici, i libri illustrati con testo lungo, i dizionari, l'etimologia.
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Curiosità profonda su pochi temi
Non copre molti argomenti superficialmente ma pochi argomenti in profondità: dinosauri, spazio, mitologia, insetti, storia antica. Studia da solo, memorizza dettagli, corregge gli adulti.
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Perfezionismo e frustrazione
Vuole che il disegno sia esatto, che il puzzle finisca in un modo solo, che il gioco rispetti le regole. Se non riesce, rinuncia bruscamente o piange: vive la distanza tra ciò che immagina e ciò che riesce a fare.
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Senso di giustizia acuto
Non tollera l'ingiustizia in classe, difende i più deboli, contesta le regole che considera arbitrarie. Spesso questo lo mette in conflitto con insegnanti e coetanei.
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Sensibilità sensoriale
Etichette dei vestiti, luci forti, rumori, odori, la texture di certi cibi lo disturbano più della norma. È una caratteristica frequente dell'alto potenziale.
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Solitudine e senso di diversità
Si sente diverso dai compagni. Preferisce parlare con adulti o con bambini più grandi. Può sembrare timido, o al contrario dominante, perché fatica a trovare interlocutori pari.
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Sonno difficile, mente sempre accesa
Fatica ad addormentarsi perché pensa. Fa domande a letto, elabora ad alta voce, ha bisogno di rituali lunghi per fermare la mente.
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Rendimento scolastico non lineare
Il rendimento scolastico può essere altalenante: alcuni bambini plusdotati si annoiano, si distraggono, prendono voti mediocri; altri sviluppano ansia da prestazione. Il voto, da solo, dice poco.
Se riconosci tuo figlio o un tuo alunno, cosa fare
Osservare senza etichettare
Tenere un piccolo diario delle situazioni che ti hanno colpito. Non serve interpretare: serve documentare. Servirà a chi affiancherà il bambino.
Consultare un professionista
Un neuropsichiatra infantile o uno psicologo dell'età evolutiva formato in alto potenziale. Diffidare da valutazioni fatte con test online o in poche ore.
Parlare con la scuola
Insegnanti e dirigenti sono alleati preziosi quando ricevono informazioni. La legge italiana riconosce l'APC tra i Bisogni Educativi Speciali: un PDP è possibile.
Letture e risorse
- John Bowlby, sulla teoria dell'attaccamento e la base sicura affettiva.
- Donald Winnicott, sul falso Sé, il gioco e la funzione dell'ambiente sufficientemente buono.
- Kazimierz Dąbrowski, sulla teoria della disintegrazione positiva e le sovraeccitabilità (OE) tipiche dell'alto potenziale.
- Lev Vygotskij, sulla zona di sviluppo prossimale, riferimento per la didattica su misura.
- Solomon J. nel villaggio dei Pepileni, la fiaba di Anusha Bhama Gukhool: un modo simbolico per raccontare la plusdotazione a un bambino, e alla sua famiglia.